Le capsule Caffè Lavazza sono ormai da tempo nelle nostre case: ecco come è nata un’eccellenza italiana nota in tutto il mondo.

La storia del Caffè Lavazza nasce nel 1985: all’epoca fu aperta la prima drogheria a Torino da parte del capostipite Luigi Lavazza. Il capostipite studiò proveniente e miscele per creare un prodotto assolutamente nuovo: pensate, si faceva arrivare i chicchi direttamente dal Brasile, una delle patrie della coltivazione di caffè. Nel 1927 tutto cambia e Lavazza passa dall’essere una piccola impresa a una vera e propria azienda con ottimi margini di crescita: il punto di partenza è un capitale di 1.500.000 lire, una rete di vendita provinciale e due donne tra i dieci fondatori.

Le esportazioni iniziano subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, nel 1947 (anche per via della ripresa delle importazioni del prodotto non lavorato). È in questo periodo che nascono i pacchetti – prima si usavano i barattoli per uso domestico. Nel 1950 i pacchetti diventano poi sottovuoto, esattamente come li conosciamo oggi. Nello stesso anno, entra a lavorare in azienda Emilio Lavazza, il cui contributo è fondamentale per la creazione della mitica Miscela Lavazza. Nel 1957, la produzione del caffè diventa su scala mondiale e solo due anni dopo nasce il primo decaffeinato, il Lavazza Dec.

Nel 1971 intanto nasce il Centro Luigi Lavazza per gli studi e le ricerche sul caffè. È nello stesso anno che nasce Qualità Rossa. Nel 1989 invece viene commercializzata la prima macchina per caffè monodose, rivoluzionando così il modo di consumare il caffè da parte degli italiani e non solo. Dai primi anni 2000, Lavazza è nota anche per la responsabilità sociale ed ecologica delle sue produzioni, grazie anche a una fondazione che vuole migliorare le condizioni di vita nei Paesi da cui si importano i chicchi di caffè e grazie alla diffusione di un prodotto sempre più ecosostenibile. Nel 2015, Lavazza ha portato il primo caffè nello spazio con la Stazione Spaziale Internazionale.