Le cialde caffè portano nelle nostre case il caffè buono come quello del bar, ma da dove arrivano i chicchi che noi trasformiamo in questa gustosa bevanda? Ecco un piccolo excursus.

Sul caffè esistono molte leggende che ne stabilirebbero la provenienza. La più celebre è quella per cui un pastore etiope prese spunto dal fatto che i suoi animali avessero assaggiato delle bacche, decidendo poi di abbrustolirle, macinarle e metterle in infusione. Che si tratti di Etiopia o di un’altra nazione poco importa: amiamo il caffè alla follia!

Secondo i continenti, ci sono dei Paesi che sono tra i maggiori produttori di chicchi di caffè: in Africa parliamo di Angola, Benin, Burundi, Camerun, Congo, Costa d’Avorio, Etiopia appunto, Kenya, Madagascar, Repubblica Centrafricana, Tanzania, Uganda; in America del Sud di Bolivia, Brasile, Colombia, Costa Rica, Cuba, Ecuador, El Salvador, Giamaica, Guatemala, Haiti, Honduras, Messico, Nicaragua, Repubblica Dominicana, Venezuela; in Asia di Cina, India, Java, Papua Nuova Guinea, Sumatra, Timor, Vietnam, Yemen.

Secondo la classifica dell’International Coffee Organization, in testa alla produzione ci sono Brasile, Vietnam, Colombia e Indonesia, tallonati da Messico, Guatemala, Honduras, Perù, Etiopia e India. Naturalmente ognuno di questi Paesi realizza produzioni di diverse qualità di caffè, che rappresentano delle biodiversità importanti che vanno tutelate in quanto a ecosostenibilità. Se vengono a mancare le giuste tutele, la prospettiva è terribile: in futuro, il caffè potrebbe venire a mancare.